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Orangina, arriva la nuova bottiglia in bioPET

L’Orangina cambia look, e diventa sempre più sostenibile. Ad annunciarlo è Suntory Group, colosso internazionale che opera nel mercato delle bevande analcoliche e alcoliche. In particolare, l’azienda giapponese ha deciso di cambiare la classica bottiglia di una delle aranciate più famose al mondo, sostituendola con una in bioPET. Una mossa coraggiosa per alcuni, se si pensa al successo dell’Orangina negli ultimi anni, ma in linea con i recenti obiettivi annunciati da Suntory Group.

L’ambizione del colosso giapponese, infatti, è quella di sostituire tutte le bottiglie in plastica PET vergine e ricavate dal petrolio con prodotti in bioPET, interamente riciclate o a base vegetale, entro il 2030. In effetti, la nuova “casa” dell’Orangina sarà realizzata con materiali esclusivamente di origine vegetale, derivati da trucioli di legno.

La nuova bottiglia è il risultato di una collaborazione decennale tra Suntory Group e Anellotech, compagnia americana che opera nel campo delle tecnologie sostenibili, e testimonia la voglia del gruppo asiatico di lavorare verso un futuro sempre più sostenibile. Come dichiarato da Tsunehiko Yokoi, Executive Officer di Suntory MONOZUKURI Expert Ltd., la realizzazione di una bottiglia in PET sostenibile è un passo fondamentale verso le esigenze degli attuali consumatori, ma di certo non il primo effettuato dal leader globale nel mondo delle bevande.

A questo proposito, Tomomi Fukumoto, COO of Sustainability Management di Suntory Holdings ha ribadito come la compagnia sia “impegnata nel creare soluzioni di imballaggio sostenibili dal 1997”, e quanto il risultato appena raggiunto non faccia altro che onorare la lunga storia di Suntory Group. Inoltre, il COO ha sottolineato che gli obiettivi a lungo termine dell’azienda vanno oltre il 2030 e fino al 2050, anno in cui è previsto l’azzeramento delle emissioni nette di gas serra lungo tutta la catena del valore.

Nel frattempo, l’Orangina si prepara a indossare un nuovo abito. Per una bibita che sin dalla sua introduzione in Francia nel 1936 è stata l’aranciata preferita di molti, anche a discapito di marchi più noti come Fanta e Oransoda, si tratta di un importante balzo in avanti.

Il fresco sapore all’arancia e il retrogusto amarognolo che contraddistinguono l’Orangina rimarranno intatti, ma potranno essere goduti da una bottiglia tutta nuova, all’insegna della sostenibilità.