Un blog sulle bibite gassate, dalle più comuni alle più introvabili.

 
 


Chinò Sanpellegrino

 

 
Overview
 

Formati:: 0.50 lt, 1.25 lt.
 
Produttore:: Sanpellegrino S.p.A.
 
Ingredienti:: Acqua, sciroppo di glucosio, fruttosio, zucchero, anidride carbonica, coloranti e 150d, aromi, acidificanti: acido ortofosforico, acido citrico, estratto di chinotto. correttori di acidità: citrato di sodio. antiossidanti: acido l-ascorbico, sale.
 
Specificità:
 
Gusto
8.0


 
Bollicine
8.0


 
Longevità
9.0


 
Estetica
8.0


 
Total Score
8.3
8.3/ 10


User Rating
9 total ratings

 

Pro


Un ottimo chinotto, anche per il rapporto qualità-prezzo.

Contro


Il formato da 1.25 lt. Bellissimo ma furbetto.


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Posted 30 maggio 2013 by

Full content

 

Chinò Sanpellegrino - Bottiglia 1.25 Lt

Chinò Sanpellegrino

Chinò Sanpellegrino – Migliore tra i chinotti più diffusi

Chinò, il chinotto della Sanpellegrino (giuro, tutto attaccato), è probabilmente il più noto e comune nel suo genere. Scopriamo, tra le altre cose, che si contende il titolo di “chinotto originale” con la Chinotto Neri, che abbiamo recensito recentemente.
Complessivamente, è un buon prodotto, probabilmente il migliore se escludiamo bibite “di nicchia” disponibili in formati inferiori.

Chinò Sanpellegrino- Gusto

Il Chinò è gradevolmente profumato. Buono, frizzante e dolce all’impatto, lascia un gradevole retrogusto di amaro. Insomma una bibita dal gusto equilibrato. E’ una bevanda zuccherata, ma diversamente dagli altri prodotti che risultano eccessivamente dolci il contrasto con l’amaro rende decisamente più accettabile il grado di dolcezza. Nel team di assaggiatori un detrattore dei chinotti ha sostenuto “A me questo amaro in bocca (il famoso amaro in bocca!) rimane per tanto tempo e mi da fastidio. Io voglio che mi rimanga il sapore di chinotto, non una semplice tonalità amara.”
Per me invece l’amaro del chinotto è il sapore del chinotto, ma siamo di fronte ad una tipologia di bevanda che tradizionalmente divide.

Chinò Sanpellegrino- Bollicine

La quantità di anidride carbonica è ben calibrata, ma siamo rimasti un po’ perplessi (e sorpresi) dal fatto che immediatamente dopo l’apertura la bevanda risulti un po’ sciapa. Ci sembrava poco gasata, ma ad un assaggio successivo (poche ore dopo) ci siamo resi conto che per qualche ragione ha bisogno di decantare. Terminologia presa in prestito dai sommelier, me ne rendo conto, eppure sono state prese in esame due bottiglie ed entrambe hanno presentato lo stesso “difetto”: l’apertura del tappo è seguita da un piccolo “scoppio”, indicante il fatto che l’aggiunta di anidride carbonica è stata effettuata troppo velocemente. Probabilmente è questo che ha l’effetto di “stordire” la bevanda e renderla temporaneamente sciapa. Approfondiremo.

Chinò Sanpellegrino – Logevità

A distanza da una giornata dall’apertura, il Chinò rimane pressochè identico a sè stesso. Anzi, come si diceva prima, rispetto all’assaggio nell’immediatezza dell’apertura, è decisamente meglio.

Chinò Sanpellegrino – Estetica

La bottiglia è molto bella, dà un senso di solidità sia al tatto che alla vista. La Sanpellegrino ha fatto bene a usare lo stesso modello per tutti i suoi prodotti. Nero, poi, è più elegante. Ciò che tuttavia ha istigato il mio fastidio è stato il silenzioso passaggio dal formato da 1.5 a quello da 1.25. E’ chiaro, a posteriori, che la casa produttrice ha cercato di incontrare un target di persone tra i prodotti “elitari” da 1 lt (come Shweppes, Coca-Cola in vetro) e quelli da famiglia (1.5 lt), ma io lo scopro solo quando torno a casa dopo essermi illuso di aver pagato poco per un bel litro e mezzo di chinotto. Ti girano quei 5 minuti. Non per quei 20 centesimi che non hai risparmiato, ma perchè ti rendi perfettamente conto che è stata una mossa deliberata.
Nel voto finale questo aspetto vale una penalità di 2 punti che abbiamo arbitrariamente detratto dall’estetica.

Ps. Ma tutti questi ingrendienti?


Francesco De Val

 


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