Un blog sulle bibite gassate, dalle più comuni alle più introvabili.

 
 


 
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Pubblicato da Francesco De Val il 23 maggio 2014 in Blog
 
 

Bibite SodaStream

Avete mai provato i gasatori? Concorderete con me che sono un prodotto geniale. A patto di avere acqua di rubinetto buona – quasi tutti ce l’abbiamo, stando ai dati di Altroconsumo – dà quello di cui molte persone abbisognano quotidianamente: bollicine. Certo circa una volta al mese bisogna andare a cambiare la bombola.

Io, però, sono pigro.

Quindi da due mesi vado avanti ad Acqua Guizza frizzante perché una mia informatrice della San Benedetto (sì, sul serio) mi ha detto che le due acque (Guizza e San Benedetto) provengono dalla stessa fonte. Ma questa è un’altra storia.

Poi la questione della Cisgiordania non mi ha certo entusiasmato, ma sebbene sia personalmente un moderato sostenitore della causa palestinese, non ci vedo granché di male nel produrre in quella regione, anche perché finché dà lavoro a tutti…

Comunque, se non avete un gasatore, compratevelo. Non si risparmia tantissimo eh, sopratutto se come me vi sparate quantitativi vicini ai limiti di legge di anidride carbonica, però volete mettere la fatica di portare le casse di acqua? Oltre al ridotto impatto ambientale e ingombro di plastica.

Però a noi interessano le bibite, non è vero? Allora, come sono le bibite preparate con i gasatori?

Anzi.

SodaStream Caps

La confezione delle SodaStream Caps

Come sono le bibite preparate con i gasatori?

Non sono ancora il massimo, temo. La ragione è che sono creati con i concentrati. Anche se fossero eccellenti, rimarrebbero una serie di problemi:

- Dosaggio. Ci sono delle dosi consigliate nel tappo del concentrato, ma una buona bibita è fatta con quantità calibrate alla perfezione. Qui, per forza, si fa un po’ come viene.

- Acqua. Le “normali” bibite vengono dosate anche in base alle qualità dell’acqua. In Italia non abbiamo tutti la stessa acqua naturalmente, quindi il gusto varierà anche in base al nostro acquedotto.

- Miscelatura. Il problema più importante, soprattutto per chi preferisce bibite ben frizzate. La procedura è la seguente: prima si gasa l’acqua, poi si mette lo sciroppo e si mescola. Questa operazione inevitabilmente riduce il monte di bollicine, che risulteranno poi un po’ sciape.

Infine, come premesso, dipende dalla qualità dei concentrati. Io ho personalmente provato il chinotto della SodaStream, testando diversi dosaggi, ma non mi è piaciuto.

Ieri abbiamo però ricevuto un comunicato stampa dalla SodaStream che annuncia il lancio delle “Caps”, che teoricamente dovrebbero facilitare la miscelazione oltre a predisporre un definito dosaggio. Ci siamo già accordati per avere dei campioni, quindi presto le testeremo per voi e vi faremo sapere, come sempre.


Francesco De Val

 


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