Un blog sulle bibite gassate, dalle più comuni alle più introvabili.

 
 


 
Da non perdere
 

 
0
Pubblicato da Francesco De Val il 17 marzo 2014 in Blog
 
 

Bibite dall’estero – Prima puntata

Quanto non è affascinante scoprire gli usi e i costumi degli altri paesi? Cosa mangiano, cosa bevono e inevitabilmente, che bibite improbabili metteranno sulle loro tavole?

E’ probabilmente durante il mio primo viaggio all’estero “da solo” (con la prima fidanzata) che venni fulminato dalla curiosità. All’epoca, parliamo della Croazia, bastava una Coca-Cola da 2 Lt per mandarmi in confusione. Confido di ritrovare la foto dei bancali di quei bottiglioni venduti a poche kune (non c’era ancora l’euro) (c’è l’euro ora?).

Le bibite estere suscitano un certo interesse nel nostro paese perché le vediamo spesso citate in film, telefilm, o video YouTube provenienti soprattutto da Gran Bretagna e Stati Uniti, quindi molti di noi avranno sicuramente già sentito parlare di Coca-Cola aromatizzata alla ciliegia o alla vaniglia, piuttosto che della Dr. Pepper o della Mountain Dew.

Superfluo dirvi che il Bibitaro le ha già provate per voi. Iniziamo quindi così la prima delle puntate dedicate alle bibite estere, che verranno via via corredate dalle relative recensioni.

Bibite dall’estero – 1° puntata – Emirati Arabi Uniti

Dicembre scorso è capitato di andare ad Abu Dhabi (EAU) perché nello staff del Bibitaro ci sono anche due piloti, con tanto di sito web, che hanno partecipato alla Gulf 12h.

Ginger Ale Evervess - Lato A

Say wa wa wat

Ginger Ale EAU - Lato B

Ginger Ale Evervess

La prima, e unica, significativa scoperta è avvenuta durante il viaggio in aereo, quando ci è stato proposto il “Ginger Ale” come bevanda. Dopo aver sorpreso lo stewart con il nostro entusiasmo abbiamo saggiato questa gradevole e leggera bevanda, sulla quale anche Matthew Inman, meglio noto per il suo sito “The Oatmeal”, ha dedicato una vignetta. Una produzione Pepsi, apparentemente, e anche l’unico modo per non farsi dare un dito scarso di Pepsi-Cola sgasata.

Giunti a destinazione vi confesso che la preoccupazione principale era trovare “tapped water” (acqua in bottiglia) per evitare spiacevoli problemi intestinali più che indagare sulle bibite. Ciò non mi ha impedito, durante le mie solitarie peregrinazioni nella capitale, di imbattermi in un curioso modello di 7 Up.

7 Up EAU

7 Up EAU

Per il resto bisogna ammettere che il paese pecca per quanto riguarda una produzione “nazionale” di bibite, poco diffuse o comunque ben difficili da reperire. Naturalmente molto diffuse quelle di importazione, disponibili nei gusti classici (nel senso che non c’era la Coca alla ciliegia o simili) e appunto la nostra Evervess, che abbiamo reiteratamente chiesto ad ogni disgraziato ristoratore del loco.


Francesco De Val

 


Loading Facebook Comments ...

0 Comments



Be the first to comment!


Leave a Response

(required)