Un blog sulle bibite gassate, dalle più comuni alle più introvabili.

 
 


 
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Pubblicato da Francesco De Val il 12 maggio 2014 in Blog
 
 

Bibitaro a Cibus – E agrume fu

Nel mezzo del cammin dentro Cibus,

mi ritrovai nel padiglione 6,

ché fu il caso di tirare fuori la guida

Terza puntata (qui la prima e la seconda). Sì, c’era una guida con tanto di mappa, ma solo a metà giornata ho pensato di recuperarne una all’info point. Compatitemi.
Bene. Dopo aver lasciato Iron Brain, ormai carico come un mulo, ho cercato di individuare lo stand PepsiCo sempre all’interno del padiglione 6. Cerco le indicazioni, trovo “fila M posto 4”, ma non faccio nemmeno in tempo a lanciare maledizioni per l’impossibilità di individuare le file (figuriamoci il posto) che…

Mountain Dew - 0,33 Lt

Mountain Dew nella originale bottiglia in alluminio

Settima tappa: PepsiCo

Abbreviazione di Pepsi Company, non di Pepsi-Cola. Già qui ce ne sarebbero da dire. Comunque, mi approccio allo stand dove quattro alti papaveri discutono mentre un ragazzo distribuisce assaggi a chi passa. Non posso che chiedergli di provare la Mountain Dew, la famosa bibita diffusissima negli USA e da poco introdotta nel mercato italiano. A metà tra una Coca-Cola (ehm Pepsi-Cola) e un energy drink per contenuto di caffeina, è sostanzialmente una limonata un po’ chimica. Molto fredda si fa anche bere. Dubbio: è uguale a quella che vendono oltre oceano? Non ne ero convinto, ma secondo lui è identica. A quella classica. Perché negli USA ce ne sarebbero almeno sei tipologie diverse (tutte coloratissime, tipo Gatorade).
Gli ho chiesto com’è lavorare per la bibita per la quale i camerieri si devono scusare quando non hanno la Coca-Cola. Si è messo a ridere.

Qualche info in più: La PepsiCo era la produttrice di bibite più importante presente a Cibus. Ha da poco introdotto nel mercato italiano la Mountain Dew, che sarà a breve disponibile nelle catene di supermercati (mi ha citato almeno l’Esselunga) nella sua versione Pet da 0,5 Lt. Personalmente l’ho trovata già a fine Marzo presso l’Autogrill di Dorno Ovest in A7 (c’è ancora se volete) in un originale formato da 0,33 in bottiglia di alluminio.

Ottava tappa: Maniva

Trovo questo stand di fianco a quello della PepsiCo. Si tratta di un imbottigliatore d’acque (come Plose e Levico) che fa anche le bibite. Probabilmente per le stesse ragioni degli altri due non hanno mostrato particolare interesse. Ma in questo caso le bottiglie di bibite erano quantomeno un po’ nascoste. Rapido scambio di contatti, nessun assaggio, non erano organizzati in tal senso a quanto pare.

Tomarchio-Stand-Cibus

Lo stand di Tomarchio a Cibus

Nona tappa: Tomarchio

“Finalmente vi ho trovati!”. Non posso biasimare il rappresentante di Tomarchio per aver reagito con una certa perplessità al mio modo di presentarmi. O al fatto di aver immediatamente richiesto un assaggio di Agrodolce, una bibita un po’ particolare prodotta solo da loro. Tipo gazzosa… ma più agre. Anche perché ce l’hanno la gazzosa.
Il rappresentante era incuriosito da questa storia del Bibitaro, ma anche relativamente distratto da altri interlocutori, quindi non c’è stato molto dialogo. Bibita sicula, li conosco per essere stato a Catania in più di una occasione. Benché abbiano distribuzione sostanzialmente regionale e un target vasto la qualità non è affatto bassa, è anzi pure piuttosto originale: oltre all’Agrodolce, troviamo la Sambuca (sì, frizzante) e soprattutto il Verdello, una limonata all’ennesima potenza.
Accipicchia (censurato), dovevo farmi dare un Verdello! Amici siculi del Bibitaro me ne mandate una bottiglia?

Qualche info in più: Tomarchio è una storica casa di produzione di bibite con sede in Sicilia ad Acireale (CT). Diffusa essenzialmente nel meridione, vende anche direttamente ai consumatori attraverso lo shop presente nel sito web, anche se la quantità minima è di 24 unità.

Decima tappa: Bergotto
Bergotto

Bergotto, bergotto everywhere

La bibita al bergamotto! Quell’agrume strano che si trova solo in Calabria. Quando sono arrivato di fronte a questo stand il proprietario stava parlando con un giapponese (a occhio) attraverso un interprete. Complici anche i manifesti in cinese e coreano, da acuto osservatore quale sono ho capito che vendono un sacco all’estero. Gli assaggi erano self-service, quindi non mi sono fatto troppi problemi. La bibita è acidula, frizzata e gradevole, ma non c’è stato verso di fargli qualche domanda nè presentarmi perché c’era letteralmente la fila per parlargli.

Rivedrei l’etichetta, tutto sommato.

Qualche info in più: il Bergotto, disponibile in versioni da 0,20 Lt e 1 Lt, è prodotto da La Spina Santa srl con sede presso Bova Marina (RC) e ha ricevuto il premio come “Miglior nuova bibita” a Vinitaly 2011. Si può trovare al dettaglio in tutta Italia, anche se la mappa del loro sito non specifica dove. In alternativa è acquistabile dal loro sito a prezzi piuttosto accessibili.

Domani l’ultima puntata delle straordinarie avventure del Bibitaro dentro Cibus. Posso dire che ci siamo tenuti il meglio per la fine, anche se è una coincidenza.


Francesco De Val

 


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